Storie di persone - 27 dicembre 2022, 11:30

“Up&Down” lo show solidale che insegna il sorriso

Il sorriso non è solo comicità e divertimento ma si tinge anche di solidarietà e condivisione grazie a “Up&Down”, lo spettacolo andato in scena al Palazzo della Gran Guardia, in piazza Bra, sabato 19 novembre.

“Up&Down” lo show solidale che insegna il sorriso

Uno straordinario happening, comico e commovente, organizzato dall’Associazione scaligera “Il Sorriso Arriva Subito” che mette insieme i Clown dottori che operano negli ospedali di Verona, Legnago e Villafranca nei reparti di Pediatria e Oncoematologia pediatrica.

Lo show, a cura del regista, attore e conduttore tv Paolo Ruffini, ha riscosso un grande successo di pubblico e il ricavato della serata è stato investito per allestire un progetto solidale: un “camp del sorriso” per ragazzi abili e diversamente abili. Sul palco, insieme al comico livornese, gli attori della compagnia Mayor Von Frinzius, cast artistico inclusivo e originale. A raccontarci dello spettacolo è stata la referente dell’Associazione veronese, Barbara Begnini.

Com’è nata l’Associazione Il Sorriso Arriva Subito e di cosa si occupa?

L’Associazione è nata con lo scopo di portare il sorriso ai bambini che ne hanno bisogno, come gesto di solidarietà, di rassicurazione e di cura. Operiamo in situazioni e contesti molto delicati, principalmente con i giovanissimi ma anche con gli adulti. Le persone non solo ci lasciano entrare nelle stanze dei reparti dove sono ricoverate, ma ci lasciano entrare anche nelle loro vite: raccontano storie, emozioni e vissuti. Per noi è un grande privilegio supportare attraverso il dialogo e l’ascolto facendo germogliare, di tanto in tanto, qualche sorriso anche nelle situazioni più difficili.

Lo spettacolo Up&Down prevede diverse performance in tutta Italia e, grazie a voi, una di queste tappe è stata Verona: com’è nata l’idea?

Lo Show di Ruffini ha un fitto programma e prevede spettacoli in diversi teatri italiani, è un grande progetto nazionale. L’idea di portarlo a Verona è stata dello psicoterapeuta Manuel Pauciullo: l’intenzione era quella di creare condivisione attraverso il sorriso con un fine solidale. E ci siamo riusciti. Il tema centrale è quello dell’inclusione e, sul palco, persone normodotate recitano al fianco di diversamente abili: non ci sono differenze né divisioni, sono tutti insieme sotto il segno dell’arte. È stato uno spettacolo emozionante e di grande impatto, siamo riusciti a lanciare tanti messaggi positivi in un’unica serata.

Come si è svolto lo spettacolo e qual è stato il feedback del pubblico?

È uno spettacolo comico scandito da diversi sketch: al centro dello show c’è Paolo Ruffini che, di volta in volta, interagisce con i ragazzi che lo accompagnano sul palco. Sono più o meno giovani, maschi e femmine, normodotati e diversamente abili. Un mix di ironia, riflessione e tanti sorrisi. L’accoglienza da parte del pubblico è stata notevole: tanti gli applausi e i complimenti dopo la chiusura del sipario. Una bella esperienza per tutti, non solo come momenti di teatro ma come collante solidale per la città visto che il ricavato verrà devoluto all’organizzazione di progetti che hanno come mission il sorriso».

Qual è stata, secondo lei, la parte dello spettacolo più significativa?

Sicuramente il monologo finale di Paolo Ruffini, una chiusura toccante che ci ha permesso di riflettere sulla disabilità. In fondo, ci ha ricordato il comico, siamo tutti fragili: abbiamo incertezze, dubbi e debolezze. La vita è scivolosa e piena di ostacoli, basterebbe essere gentili perché la vera rivoluzione è essere portatori di felicità. Oggi siamo tutti disabili alla bellezza, all’emotività e non ci sono categorie nella vera umanità. Tutti corrono e rincorrono ricchezza, benessere, followers quando dovremmo avere smania di carezze, di condivisione e di sorrisi.

Erika Funari

SU