| 31 gennaio 2023, 12:01

Veronesi Protagonisti 2023: Roberto Iraci Sareri e Valeria Bosco

Valeria Bosco e Roberto Iraci Sareri, Direttore e Presidente Confartigianato Imprese Verona

Valeria Bosco e Roberto Iraci Sareri, Direttore e Presidente Confartigianato Imprese Verona

«Le prospettive per il 2023? Molto dipenderà, almeno nella fase iniziale, dalla manovra di bilancio in discussione, che, purtroppo, si colloca in una fase drammatica per l’Italia e l’intera Europa, in un contesto caratterizzato da rischi elevati: escalation del conflitto in Ucraina, insicurezza delle forniture di gas e prezzi alle stelle per l’energia, accelerazione del tasso di inflazione e dei tassi di interesse e una insufficiente realizzazione degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza». Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona, conferma gli allarmi che, per Confartigianato, risuonano ormai dai primi mesi del 2021, anche se chiude con accenni di speranza e l’invito, rivolto ai piccoli imprenditori, a tenere duro, a riprogettare la gestione aziendale, a credere nel lavoro di squadra. «La pandemia ha colpito duro – afferma – e le aspettative di rilancio profetizzate da alcuni ci sono parse subito esagerate, considerati i primi allarmi lanciati da alcune categorie sentinella, come la Metalmeccanica, che già a marzo 2021 denunciò immediatamente un anomalo rincaro dei prezzi delle materie prime e dei prefiniti, ben prima dell’esplosione del conflitto russo-ucraino. A seguire, l’innalzamento ingiustificato dei costi energetici, la cui ricaduta sui bilanci di imprese e famiglie è diventata di entità straordinaria. Nel 2022 il caro bollette per le micro e piccole imprese vale 23,9 miliardi di euro, un incremento che pesa per il 6,1% del valore aggiunto creato dalle imprese fino a 49 addetti, generando un pesante impulso recessivo. Purtroppo, l’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le scelte di politica fiscale, che ricadranno ovviamente su tutti noi».

«L’intervento espansivo della manovra – continua Iraci Sareri – potrebbe fornire, nel 2023, un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL, con un tasso di crescita programmatico del +0,6%. Lo spazio fiscale disponibile potrebbe non essere sufficiente per affrontare le sfide in atto e per proteggere adeguatamente famiglie e imprese, considerato che la manovra si concentra su interventi per contrastare il caro energia nei primi tre-quattro mesi dell’anno. I margini di manovra delle politiche economiche nazionali per fronteggiare le conseguenze drammatiche della crisi energetica in corso appaiono ristretti. C’è da dire – afferma ancora il numero uno di Confartigianato Verona – che siamo fieri ed orgogliosi della fiducia che i micro, piccoli e medi imprenditori stanno riponendo nel lavoro della nostra associazione, complice un rilancio della fiducia nei cosiddetti ‘corpi intermedi’, coloro che si frappongono tra il ‘sistema’ e le imprese, che hanno assoluta necessità di essere rappresentate, che hanno bisogno di voce per arrivare dove il singolo non arriva».

«Negli ultimi mesi dell’anno – aggiunge Valeria Bosco, Direttore della Confartigianato provinciale –, nonostante la tendenza che li descrive come i meno indicativi per estrapolare dati, stiamo notando un rilancio dei tesseramenti. È vero, molte sono le attività che chiudono bottega, ma molte di più sono quelle che aprono, oppure che si affidano ai servizi associativi per scoprire strade nuove per risparmiare e sviluppare il proprio business. In controtendenza rispetto alle attese, abbiamo attivato molte meno procedure di cassa integrazione di quanto previsto o paventato, e ciò crediamo confermi la straordinaria capacità dell’impresa artigiana di essere flessibile, resistere, trovare strade di attesa nei momenti bui, se non addirittura di rivedersi per cambiare e svilupparsi. Ovvio che se la crisi e l’avvicinamento alla recessione vera e propria continueranno, le cose non potranno che peggiorare, quindi il lavoro di tutti, governo in primis, deve essere votato alla risoluzione immediata dei problemi congiunturali, con una visione, però, che sia almeno a medio termine. Servono riforme, non altri bonus che poco incidono sui bilanci di un’azienda. Serve inoltre aprire una stagione di ritorno al dialogo e all’ascolto da parte del mondo bancario: le grandi aggregazioni e fusioni salvano le banche, ma peggiorano il loro rapporto con i clienti. Chiediamo agli istituti di credito di tornare flessibili, anche se attenti nei controlli, tornando a dare quella fiducia nelle Mpmi che, nel dopoguerra, ha salvato il nostro Paese».

A Confartigianato il premio Associazione 2022 

Confartigianato Imprese Verona ha vinto, lo scorso luglio, il Premio Verona Network 2022 nella categoria Associazioni. La targa di riconoscimento è stata conferita a Confartigianato Imprese Verona, per la capillare e costante presenza sul territorio a favore delle imprese artigiane e dei piccoli imprenditori, attraverso azioni di solidarietà, formazione, comunicazione, rappresentanza, tutela e promozione. 

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Redazione Verona Network