| 01 febbraio 2023, 10:40

Veronesi Protagonisti 2023: Renato Della Bella

Renato Della Bella, Presidente Apindustria Confimi Verona

Renato Della Bella, Presidente Apindustria Confimi Verona

Le piccole medie imprese, ossatura economica del nostro Paese, strette negli ultimi tempi tra rincari energetici e costi dei materiali, non rinunciano a fare ciò che hanno sempre fatto, ovvero a produrre e a contribuire all’economia del Paese. Il presente continua però a essere segnato da incertezze geopolitiche e soluzioni difficili da praticare. 

«Il momento non è facile - commenta Renato Della Bella, Presidente Apindustria Confimi Verona -:  la guerra in Ucraina non è ancora vicina a una definizione, problematiche si registrano anche con la Turchia, forte dell’assenza dei grandi antagonisti quali Russia e Stati Uniti, e nell’area asiatica con le tensioni tra Cina e Taiwan. Sicuramente negli ultimi mesi, soprattutto per quanto riguardo i prezzi dell’energia, la situazione si è stabilizzata, ma la risoluzione del problema è lontana. Nel nostro Paese manca una politica energetica ed è il momento che il Governo prenda coraggio per, quantomeno, impostarla». 

Dopo il referendum sul nucleare, l’Italia non ha pensato mai a una seria alternativa, rendendosi di fatto dipendente da altri Paesi per l’approvvigionamento energetico. Oggi il dibattito sulle forme di energia alternative è più vivo che mai, soprattutto all’interno del tessuto industriale. «Un tema di cui stiamo discutendo moltissimo - conferma il Presidente Della Bella - e molti imprenditori stanno iniziando ad agire autonomamente per cercare soluzioni, come il fotovoltaico, per far fronte ai propri fabbisogni. Serve però un segnale dal lato politico, per far fronte a tutti quei rallentamenti che ad oggi danneggiano chi sta cercando di beneficiare dell’autoproduzione energetica. Lodevole anche l’iniziativa delle comunità energetiche, ma anche qui la distanza di approccio tra pubblico e privato rischia di comprometterne l’attuazione». 

Nonostante la crisi energetica attuale e quella pandemica degli scorsi anni, lo stato di salute delle imprese veronesi, ma in generale del Nordest italiano, si conferma buono. «Parliamo di aziende sane, leader a livello internazionale nel proprio campo, dotate di una grandissima capacità di innovare e di rimanere all’avanguardia. Le preoccupazioni oramai non riguardano più il 2022, ma il prossimo anno: le proiezioni di un PIL tendente a zero iniziano già a farsi sentire. Sta iniziando a mancare la pressione di lavoro anche nei settori più tradizionali, come quelli della meccanica, e c’è ancora preoccupazione sull’andamento non soltanto di energia, ma di quelle che saranno le fluttuazioni delle principali materie prime, come materiali ferrosi, vetro o legno. Contiamo di essere dei promotori e dei fulgidi esempi di cosa vuol dire essere resilienti, ma per traghettare le nostre aziende anche oltre questo periodo è necessario che il sistema delle PMI venga messo al centro della politica, non solo energetica ma industriale, di questo Paese».

Apindustria non ha mai mancato di ricordare la necessità di fare sistema, soprattutto a livello locale. Un’esigenza oggi più che mai attuale, per far fronte alle complesse sfide del presente e del futuro.  «Negli ultimi anni Verona è stata immobile, un po’ per inerzia e per quelle  condizioni di contorno che comunque portano benessere, lavoro e denaro. Ora si apre una fase strategica per capire dove posizionare Verona per il futuro. Ben vengano i grossi investimenti infrastrutturali che coinvolgeranno la città, ma è necessario un contesto politico che permetta a Verona di condividere certe scelte. Ben vengano le grandi aziende pronte a investire sul territorio, a patto che non cannibalizzino il sistema delle PMI. Vanno fatte scelte lungimiranti e credo che in questo il ruolo delle associazioni di categoria, come corpi intermedi, sia fondamentale per dialogare con la politica. Confido che la nuova amministrazione abbia la capacità di tradurre in pratica quello che in campagna elettorale ha prospettato. Noi siamo a disposizione per dare il nostro contributo».

Il futuro delle associazioni di categoria, d’altronde, per continuare a supportare ed essere vicini ai propri iscritti, non può scindersi dalla capacità di anticipare dinamiche complesse che le aziende si apprestano a vivere. «L’imprenditore, che è sempre stato abituato a fare bene il suo lavoro, a produrre bene, a innovare, deve diventare molto bravo a gestire e a trasmettere ai terzi che lavorano intorno all’azienda quelle che sono le sue capacità gestionali. In questo, un’associazione di categoria deve essere al suo fianco soprattutto per fare sintesi delle istanze del mondo del lavoro, trasmettendole alla controparte politica e sindacale. Da soli le soluzioni non si trovano, ma è necessario dialogare e considerare i diversi punti di vista». 

Della Bella, un bilancio dei due mandati

In primavera Apindustria Confimi Verona eleggerà il nuovo o la nuova Presidente, dopo i due mandati di Renato Della Bella, iniziati nel 2016. Un percorso che il Presidente definisce «entusiasmante e arricchente. Gestire imprenditori capaci, che ti delegano la loro rappresentanza, non ha fatto che confermare la centralità e l’importanza dell’essere squadra. Negli anni - aggiunge - ho maturato la consapevolezza che Apindustria ha un ruolo estremamente importante per il nostro territorio e viene riconosciuta dai propri associati come un valore aggiunto. Crediamo fortemente nell’avvicendamento, mantenendo salda la base valoriale che si tramanda da Presidente a Presidente. Chiunque verrà dopo di me sono sicuro che la porterà avanti, aiutato da un gruppo molto preparato.

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Redazione Verona Network