- 06 febbraio 2023, 10:27

Veronesi Protagonisti 2023: Luca Pizzini

Luca Pizzini, nuotatore

Luca Pizzini, nuotatore

Per nuotare (nella vasca e nella vita), non servono solo i muscoli, ma anche il cuore che «negli ultimi metri è fondamentale». Luca Pizzini, nuotatore veronese, 33 anni compiuti ad aprile, può contare sull’esperienza e su un fisico che ancora gli permette di coltivare un sogno nel cassetto: partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024. Nel frattempo, un altro sogno lo ha realizzato a inizio novembre, diventando papà del piccolo Leonardo, che definisce con orgoglio la sua «vittoria più grande».

«La prassi di un nuotatore è l’avvicinamento all’acqua tramite i genitori da bambini - ci racconta -. È stato così anche per me quando avevo due, tre anni. I miei genitori per farmi imparare a nuotare mi hanno buttato in acqua per fare i corsi di nuoto che fanno tutti. Poi io ero abbastanza bravo e ho saltato alcuni corsi: sono passata alla pre-agonistica, poi agonistica e così via». Fondamentale, in un percorso di professionismo, è la figura dell’allenatore, del quale ci si deve fidare ciecamente, come lui fa con i propri atleti. «Guardando la mia carriera, ho notato che i salti di qualità sono stati dovuti al cambio allenatore e il cambiamento probabilmente per me è stato quel gradino d’aiuto che mi ha fatto fare quello stato in più».

Specialità di Pizzini è lo stile “rana”, forse il più tecnico dei quattro. A individuare la sua propensione è stato l’allenatore che lo seguiva agli esordi. Tante le gare disputate negli anni, ma alcune hanno un posto speciale nel cuore del nuotatore veronese: la medaglia agli Europei e la semifinale mondiale del 2017 «dove ho abbattuto il primo muro dei 2 minuti e 09, che era un limite invalicabile, Nonostante la gara non fosse andata come volevo io, perché mi sono piazzato nono e per 15 centesimi ho saltato la finale. Ti ricordi le cose belle: le medaglie, i piazzamenti, la sensazione di gara che avevo nel 2018, e ti ricordi anche le cose brutte che comunque sono quelle che ti aiutano a crescere» racconta Pizzini.

Adesso, a 33 anni, oltre a fare il papà, Pizzini continuerà a nuotare. «L’anno prossimo ci saranno i mondiali a luglio e avrò le qualificazioni ad aprile, poi l’anno dopo ci saranno ancora le Olimpiadi. Sono sogni importanti e parlo di sogni perché nel 2024 avrò 35 anni, quindi sarà complicato, però…perché no? Andando avanti con l’età la senti la fatica. Vedo in allenamento le differenze di tempi. Da quando avevo 25 anni le cose sono cambiate. Poi ovviamente arrivi a un certo punto in cui la prestazione fisica cala ed è fisiologico. Spero che per me cali più in là possibile, perché ancora mi diverto molto ad allenarmi e a fare le gare. In generale, sono quattro le cose fondamentali: il talento, l’allenamento, la testa e il cuore, perché quello negli ultimi metri ti aiuta a superare il limite. Il talento o ce l’hai o non ce l’hai. Per l’allenamento segui le indicazioni dell’allenatore o cerchi di mediare con quello che vuoi fare tu. Però se non hai la testa non vai da nessuna parte».

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Redazione Verona Network

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