Pillole di mamma | 04 aprile 2023, 16:33

Meglio prima...o poi?

Meglio prima...o poi?

 

Da quando siete mamme vi siete mai accorte di come passino velocemente le giornate, i mesi e, soprattutto, gli anni (ancora di più gli ultimi)? Fatta eccezione per febbraio, che avrà anche ventotto giorni ma percepiti trecento, visto le influenze infinite che ci siamo beccati in famiglia.

Devo dire che ora che le mie figlie si sono fatte un pochino più grandi, ho quasi nostalgia delle tribolazioni dei primi anni: quando arrivavo sudata ad ogni appuntamento e magari pure macchinata di latte in ufficio e qualche solidale-collega-donna (è un neologismo molto in voga negli ambienti più stimolanti) me lo faceva notare; quando in negozio per scegliere un abitino carino per il Natale correvo a vestire una e l’altra spariva e dovevo cercarla rovesciando le vetrine e scusandomi di continuo con le commesse; quando mi giustificavo con tutti perché non dormivo e non ricordavo bene nemmeno quanto era successo due ore prima e speravo non cogliessero il mio stato emotivamente instabile per la stanchezza; quando volevo sembrare una “Wonder Woman”, multitasking per forza, fallendo miseramente; quando dopo giorni di stitichezza appena messa in fascia, con una fatica che voi umani…riusciva a sporcarmi persino la giacca perchè il lassativo aveva fatto finalmente effetto; quando per mettere un body a manica lunga erano urla che neanche Tori Spelling in Scream; quando non avevo mezzo secondo di privacy; quando mandavo a quel paese tutti i dispensatori di consigli che mi dicevano: “Ti mancherà tutto questo”. Avevano ragione. Mi manca già adesso, proprio quando comincio a gestire meglio le cose, a sentirmi una mamma meno inadeguata, a fregarmene del giudizio degli altri e a vivere il presente con serenità.

Insomma, neanche il tempo di godersi questa beatitudine che, puntuali come la primavera di quest’anno, arrivano nuovamente i già citati e, molto odiati, dispensatori di consigli ad annunciarmi i presagi della preadolescenza e la frase madre di tutte le sentenze genitoriali: “figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi”.

Lo fanno, prospettandomi, con una semplicità disarmante, tre situazioni di base:

 

  • La sveglia nella notte. Meglio per un pannolino, un brutto sogno o peggio ancora un seno ingorgato di latte o per uscire a prendere i vostri pargoli alle tre di notte, che già adesso dopo le nove siete un tutt’uno col divano? 
  • I capricci. Meglio una bella scenata al supermercato per un lecca-lecca mancato o una porta sbattuta in faccia che, per la botta, il tuo naso non sentirà più gli odori, come se avessi il Covid?
  • Le discussioni. Meglio uno scambio d’opinione sui colori delle tutine dei “Pj Masks” o una seria conversazione sulla sessualità, a cui mai nessuno è preparato a parte Paolo Crepet?  

Voi cosa preferite? Io non ho dubbi, ditemi dove devo schiacciare per tornare indietro!  

 

Sara Avesani