Editoriali - 11 aprile 2023, 11:35

L'editoriale di Pantheon 142

L'editoriale di Pantheon 142

Un po’ di gioia e serenità dopo la grande paura. Il settore turistico in Italia (5% del PIL nazionale, che arriva al 13% considerando l’indotto) sta riprendendo fiato e consistenza dopo il biennio nero segnato dalla fase acuta dell’emergenza Covid. E questa è una notizia straordinaria per la nostra regione e ancor più per la nostra città di Verona che, assieme alla sua provincia, non ha nulla da invidiare dal punto di vista dell’offerta rispetto ad altri territori nazionali ed esteri.

Proprio la Regione Veneto certifica che i turisti pernottanti stanno tornando progressivamente ai numeri che si registravano nel 2019, ultimo anno pre-pandemico e picco storico. Nel 2022 i turisti pernottanti sul nostro territorio regionale risultano 18,1 milioni, con un +53% rispetto a un 2021 caratterizzato ancora da vincoli stringenti, considerato che il passaggio alla zona bianca è avvenuto dal giugno 2021 e solo a luglio 2021 è atterrato il primo aereo dagli USA. Sembra passato un secolo.

Certo, gli arrivi dell’anno record 2019 non sono stati ancora raggiunti, ma si sta progressivamente tornando a quelle cifre (-10,2%). Le presenze, che rappresentano i pernottamenti effettuati, seguono un andamento simile (+30,2% rispetto al 2021 e -7,5% rispetto al 2019), attestandosi sui 65,9 milioni.

Scendendo nel dettaglio, le strutture extralberghiere, in particolare quelle che favoriscono il contatto con la natura, campeggi e agriturismi sono quelle che più velocemente sono tornate alla normalità (+1,4% degli arrivi rispetto al 2019 e un -2,7% delle presenze). Per il settore alberghiero c’è la ripresa rispetto al 2021, ma è più lenta rispetto al 2019 (arrivi -16,7%, presenze -13,1%).

Infine, i turisti italiani numericamente superano già le cifre del 2019 (+1,8%), non raggiungendo ancora le stesse presenze (-5,2%). Arrivano anche gli stranieri, anche se non ancora a pieno regime (-16,5% degli arrivi rispetto al 2019, -8,5% delle presenze), e ci sono grandi assenti, come i cinesi (-91,5% degli arrivi rispetto a due anni fa), frenati dalla “strategia zero covid” adottata dal loro governo, che ha provocato anche nel 2022 lunghi mesi di lockdown.  Rimangono alte le preferenze di tedeschi (+8,4%), austriaci (+6,7%), olandesi (+1,5%), belgi (+0,9%), irlandesi (+8,1%).

Secondo dati forniti da Airbnb, e scendiamo nella nostra Verona, durante il quarto trimestre del 2022, le ricerche - sia da parte di turisti italiani, sia internazionali - per pernottare in città dall’1 al 7 aprile, la settimana della fiera, sono cresciute del 400% rispetto allo stesso periodo nel 2021.

Ora, dopo la grande paura come scrivevo all’inizio, sarà necessario dimostrare sul piano politico, lavorativo e istituzionale, la maturità e la lungimiranza per capitalizzare un’economia preziosa, insostituibile (e lo abbiamo capito nell’ultimo biennio) che avrà uno dei suoi punti più alti nel 2026 con il doppio appuntamento olimpico e paralimpico. Più noi ci faremo trovare pronti, in un’ottica di sistema territoriale, nel creare un’offerta e una strategia di accoglienza efficace e condivisa, e più vedremo crescere quei numeri che rappresentano un vero e proprio patrimonio per la nostra Verona.

 

“L'opportunità non bussa, si presenta da sola quando butti giù la porta”

Kyle Chandler

 

Matteo Scolari

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