Storie di persone | 19 aprile 2023, 11:25

Fondazione Just Italia sostiene l’Istituto di Ricerca Pediatrica "Città della speranza"

La professoressa Martina Pigazzi

La professoressa Martina Pigazzi

Ogni anno, in Italia, vengono diagnosticati settecento nuovi casi di Leucemia Acuta (LA), la patologia oncologica più diffusa fra 0 e 18 anni, con picchi di incidenza fra 4 e 8 anni. Questo tumore del sangue è originato da cellule immature che acquisiscono errori mantenendo la capacità di auto–rinnovarsi e proliferare in modo incontrollato. Per fronteggiarlo, ai piccoli pazienti oncologici vengono prescritte, di norma, terapie farmacologiche come la chemioterapia e il trapianto di cellule ematopoietiche staminali. In molti casi, però, la tossicità di questi trattamenti può generare pesanti effetti collaterali e recidive intorno al 30% che riducono e spesso annullano i benefici delle cure, con tassi di sopravvivenza che non superano il 50%.

Esistono, però, farmaci biologici di ultima generazione che colpiscono in modo specifico le cellule malate; queste terapie si sono dimostrate efficaci negli adulti ma non vengono ancora utilizzate per i bambini. Ci si chiede quindi perché anche i piccoli malati non possano usufruire dei nuovi trattamenti, probabilmente più efficaci e meno tossici. La risposta è che non sono stati eseguiti adeguati test farmacologici che favoriscano l’uso pediatrico, tenendo conto che i bambini non possono usare i farmaci degli adulti, perché non metabolizzano i trattamenti farmacologici nello stesso modo e non rispondono alle terapie con le medesime modalità.

Per questo, è di enorme importanza scientifica il Progetto dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova che si propone - attraverso il sequenziamento massivo del DNA e dell’RNA delle cellule tumorali – di combattere la Leucemia Acuta (LA) con terapie personalizzate per ogni paziente pediatrico, identificando i cosiddetti “bersagli molecolari” e individuando i farmaci più tollerati, meno tossici e meno  “predisposti” a generare in futuro effetti collaterali negativi per i piccoli pazienti.

«Questa ricerca - ricorda la Professoressa Martina Pigazzi, coordinatrice del progetto e Responsabile dell’Unità di Genetica, Laboratorio di Oncoematologia, Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Divisione di Ematologia pediatrica, Oncologia e Trapianto di cellule staminali dell’Università e dell’Ospedale di Padova “prevede di testare nuovi farmaci attraverso modelli esclusivi messi a punto nei nostri laboratori consentendo, in questo modo, inediti studi pre-clinici. Siamo fiduciosi; il team di ricerca è molto competente e ci auguriamo di dare risposte concrete a un problema medico rilevante, che potrebbe ridare un futuro a tanti bambini».

Ma non è tutto: per questo progetto la Fondazione Istituto di Ricerca Pediatrica padovana avrà un sostegno importante da Fondazione Just Italia, costituita nel 2008 dall’omonima azienda di Verona che distribuisce in Italia, tramite vendita diretta a domicilio, i cosmetici svizzeri Just. La Fondazione sostiene il Progetto con una donazione di 300mila euro cui hanno contribuito anche i consumatori che hanno aderito con generosità ed entusiasmo alla “raccolta fondi “ attraverso la vendita speciale di un miniset benefico contenente prodotti Just

La Ricerca si svilupperà nell’arco di tre anni e analizzerà 150 nuovi casi e trenta recidive. L’obiettivo dei ricercatori è che tutti i bambini malati di leucemia acuta (LA) possano avere accesso a nuove cure, mirate e risolutive, senza rischi di complicazioni o effetti collaterali. Le tecniche di ricerca “omiche”, basate sul sequenziamento massivo e sperimentate nei Laboratori di Città della Speranza, sono ritenute cruciali per colmare il vuoto di conoscenza su molti tumori pediatrici, sostenere la medicina di precisione, definire meccanismi tumorali ad oggi sconosciuti e identificare possibili target da colpire con farmaci a bersaglio molecolare.

Commentano in proposito il Presidente e la Vicepresidente di Fondazione Just Italia, Marco Salvatori e Daniela Pernigo: «I progetti di solidarietà che abbiamo sostenuto in questi anni sono stati sviluppati in diversi settori, dalla ricerca, alla medicina, all’assistenza sociale e sociosanitaria. Con il  bando nazionale annuale abbiamo puntato soprattutto sull’infanzia, per ridare speranze e qualità di vita a tanti bambini e alle loro famiglie, perché guardiamo al futuro e vogliamo contribuire, come persone e come imprenditori, a un futuro migliore per il nostro Paese».