Storie di persone | 09 ottobre 2023, 12:00

Un salto nella storia

Un salto nella storia

Se due anni fa le avessero detto che sarebbe arrivata alla finale di un mondiale e che avrebbe avuto un biglietto (quasi certo) per le Olimpiadi di Parigi 2024, non ci avrebbe mai creduto. La ragazza di 27 anni determinata e sognatrice che era Elisa Molinarolo quando è finita sulla copertina di Pantheon 125, nel 2021, ha lasciato il passo a un’atleta professionista, sicura e ancora più sognatrice di prima. Da allora sono cambiate molte cose: l’ingresso nelle Fiamme Oro di Padova, l’inizio dell’università, una finale mondiale storica per l’Italia nel salto con l’asta femminile conquistata con impegno e sacrifici, un record personale a 4.68 m…e quel famoso tatuaggio che aveva scommesso con la mamma dopo le Olimpiadi di Tokyo.

Elisa, riavvolgiamo il nastro. Di strada ne hai fatta parecchia dall’ultima intervista. Raccontami cosa è successo da allora a Budapest 2023.

La grossa differenza è l'essere entrata nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro e il fatto di aver raccolto i frutti di quest'anno di lavoro da professionista. L'anno scorso, soprattutto, è stato un anno di grandi cambiamenti e sono arrivata a questo mondiale che ero preparata al 100% a livello fisico, mentale, alimentare e tecnico. Lo ero anche a fine luglio, ai Campionati italiani a Molfetta, ma sono andati male perché abbiamo sbagliato la preparazione tecnica. Mi sono buttata giù anche mentalmente e ci ho impiegato una settimana per riprendermi. A Vicenza, poi, mi sono dovuta ritirare perché avevo i crampi e non potevo permettermi di farmi male prima dei mondiali. Era da un po’ che non riuscivo a portare in gara le cose belle che facevo in allenamento, ma poi ci sono riuscita nel momento giusto.

Hai avuto paura quando ti sei qualificata per la finale?

Avevo paura di gareggiare solo due giorni dopo e avevo paura di deludere le aspettative: la prima italiana che arriva in finale mondiale del salto con l’asta e poi magari arriva ultima. Alla fine, però, non è andata così: ho saltato 4.50 m e sono arrivata nona. Mi si è aperta una nuova dimensione: dopo i mondiali ho fatto quattro gare in otto giorni e ho fatto dei bei numeri.

Le immagini del salto di qualifica alle finali hanno fatto il giro del mondo: tu in lacrime, incredula. Cosa hai provato in quel momento?

All’inizio ho guardato in alto l'asticella perché l’avevo toccata con il braccio e si stava muovendo. Lo stadio è esploso di gioia. Poi sugli spalti c’erano il mio allenatore, che quando saltava aveva 4.60 m di personale, e il mio compagno, che è il mio secondo allenatore, che mi aveva promesso di tornare a gareggiare a dicembre se fossi arrivata in finale. Quindi nella scena ci sono io che corro giù dal materasso e vado verso di loro, li abbraccio e dico al mio allenatore di aver battuto il suo record e al mio compagno che deve tornare a gareggiare (ride, ndr).

Mi sembra giusto: hai scritto una pagina della storia italiana del salto con l’asta femminile…

Lì per lì quello non lo sapevo. L’ho scoperto dopo. Ora, a mente fredda, posso dire che essere la prima italiana ad essere arrivata in una finale mondiale del salto con l’asta è un record che non mi porterà via nessuno.

E a Chiari, poi, hai bissato: hai fatto un nuovo record personale a 4.68!

Sì, in quel momento ero come “lobotomizzata”, venivo da una settimana di gare e nel frattempo era anche venuto a mancare mio zio.  .

Parliamo delle Fiamme Oro. Nel 2021 eri ancora in cerca di un gruppo sportivo e ora l’hai trovato.

Sì, il bando pubblico è stato aperto a ottobre 2021 e ci sono entrata ufficialmente in polizia il 2 febbraio 2022. Di tutti i gruppi sportivi che ci sono io ho sempre sognato le Fiamme Oro: li ho sempre visti come una famiglia e hanno un bel settore giovanile.

Quando non ti alleni cosa fai?

Mi sono trovata ad avere del tempo libero tra un allenamento e l’altro, così mi sono iscritta all’università online nel corso di Scienze dell’Amministrazione e della Gestione a indirizzo sportivo.

Ti manca la ginnastica artistica, che è il tuo vecchio mondo?

In realtà la faccio lo stesso, più specifica, come preparazione per il salto con l’asta. Poi vedendo le bambine che la fanno tutti i giorni in palestra, mantengo vivo il ricordo. Quello che mi manca è allenare le bimbe, ma non escludo, a fine carriera, di ricominciare.

Ti vedremo alle Olimpiadi di Parigi 2024?

Il ranking funziona con la media delle cinque fare migliori; quindi, con i risultati che ho fatto, dovrei avere già un piede a Parigi: i miei genitori hanno già comprato i biglietti dell’aereo. Il tutto sarà ufficiale il 30 giugno del 2024. Vedremo.

E quel famoso tatuaggio che avevi scommesso con tua mamma per le Olimpiadi di Tokyo?

(ride, ndr) Me l’ha fatto un amico di mia sorella; quindi, il disegno è stato condiviso con tutta la famiglia, ma è stato accettato: sono i cinque cerchi olimpici che ho fatto sopra il tendine d’Achille della gamba sinistra, che è quella di stacco. La scommessa con mia mamma era che me l’avrebbe pagato lei, ma alla fine lei era in vacanza quando l’ho fatto, quindi me lo sono pagato io.

Quindi ora c’è un altro tatuaggio in vista?

In realtà vorrei tatuarmi lo skyline della mia città, Soave.

Magari lo vedremo alla prossima intervista e chissà dove sarai arrivata allora…

In tre anni sono cambiate tante cose. L’intervista del 2021 ha portato bene. Se funziona sempre così…dove devo firmare? (ride, ndr)

Giorgia Preti