Cultura e spettacoli | 21 dicembre 2023, 17:20

Forti, di nome e di fatto

Forti, di nome e di fatto

Botanico, mecenate, appassionato d’arte e cultura. Achille Forti non è solo il nome con cui riconosciamo la Galleria d’arte moderna di Verona, ma è stato un personaggio fuori dal comune, di quelli illuminati di luce propria.

Nato nel 1878 a Verona da Arrigo e Giulietta, Israele Achille Italo Forti terminò gli studi classici per poi iscriversi alla facoltà di Scienze Naturali all’Università di Padova, dove si laureò nel 1900. Grande esploratore e amante della cultura, Forti viaggiò nei Balcani, in Marocco, in Algeria, Spagna, Turchia e nel Nord Europa, mete ricche di materiali per la sua ricerca scientifica, dedicata in particolar modo all’algologia, di cui diventò uno dei massimi specialisti europei.

Ma non di sola ricerca visse Achille Forti, che nutriva un grande interesse anche per la scultura e la pittura. E quale modo migliore per coniugare le sue due anime, quella di ricercatore e quella di cultore delle arti, se non unirle in uno dei suoi libri più famosi: “su la flora della pittura classica veronese”, pubblicato nel 1920.

Per la sua Verona fece molto: grazie alla carica di consigliere e di membro di diverse commissioni si batté per la costituzione della biblioteca civica e il potenziamento del Museo di Scienze Naturali, al quale donò di persona parte di quanto custodito ancora oggi. Istituì premi e fondazioni scolastiche, tra cui quelle intitolate ai genitori presso l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e il Premio Attilio Spazzi per la Scuola d'Arte applicata alle industrie di Verona.

Nel 1937 Achille Forti morì, lasciando il Comune di Verona come erede universale affinché il suo patrimonio venisse usato per opere sociali e umanitarie. Inoltre, dispose che la sua residenza, Palazzo Emilei Forti, venisse trasformata in una galleria d’arte. Ed è così che, nel 1938, venne inaugurata a Verona la Galleria d’arte moderna Achille Forti, nella quale furono esposte buona parte delle opere lasciate in dono proprio dal benefattore. Oggi, questo mecenate illuminato dalla scienza e dall’arte vive nel ricordo dei veronesi e non solo, che ogni giorno possono godere delle bellezze da lui donate alla città.

Il Barbero Scaligero