Cultura e spettacoli - 29 febbraio 2024, 16:49

Mozart a colori

Mozart a colori

Si apre in un’aria di magia e sogno la Stagione d’Opera e Balletto 2024 di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico, con l’opera tedesca di Mozart Die Zauberflöte” (Il Flauto Magico), una delle ultime creazioni composte dal genio austriaco, andata in scena a fine gennaio. Colori sgargianti firmati per regia, scene e costumi dall’esperto Ivan Stefanutti, con l’assistenza di Filippo Tadolini e Stefano Nicolao, e luci del giovane Emanuele Agliati, che fanno da sfondo ai numerosi personaggi dell’opera in due atti, su libretto di Emanuel Schikaneder. Una versione con dialoghi in italiano ad intervallare alcuni dei brani più celebri di sempre, eseguiti invece in tedesco.

Una fiaba metaforica vivace, appassionata e a tratti buffa, con un cast di prestigio internazionale, il basso Alexander Vinogradov, che interpreta il saggio Sarastro, la coppia destinata ad amarsi e incontrarsi, composta dal tenore Matteo Mezzaro (Tamino) e dal soprano Gilda Fiume (Pamina) e la temibile Regina della Notte interpretata da Anna Siminska al suo esordio veronese. Debutto per la giovane coppia comica Papageno-Papagena, affidata a Michele Patti e Giulia Bolcato.

Vestiti d’argento e con vistosi copricapi in testa i due terzetti di giovanissime voci bianche che si alternano nei panni dei genietti, tre fanciulli che guidanoo i protagonisti nella storia: Jacopo Lunardi, Lorenzo Pigozzi, Erika Zaha il 21 e il 26, Maria Vittoria Caputo, Carlotta Caruso, Anna Russo il 24 e il 28, del coro A.LI.VE.

«Un’esperienza che ci sta rendendo orgogliosi del nostro impegno, perché abbiamo un bellissimo rapporto con gli altri cantanti professionisti dai quali stiamo imparando tantissimo, tra cui la professionalità e la concentrazione che mettono nel loro lavoro – racconta Carlotta. «C’è tantissima collaborazione sia con Carlotta che Anna, perché dobbiamo lavorare in un unico equilibrio» – aggiunge Maria Vittoria – questa preparazione e questo studio ci stanno facendo capire che vogliamo fare di questa attività la nostra vita». Aggiunge Anna «Un ruolo che ci espone a tantissima responsabilità, per i momenti importanti in cui ci esibiamo, ma che proprio per questo ci sta insegnando tanto». 

«Una scenografia particolare, bella, con gestualità simbolica – si accoda Jacopo – riuscire ad accordare canto e movimenti è stata la nostra grande sfida. Un lavoro di squadra – dice Lorenzo – che gioca tutto sul numero 3, che rende tutto molto misterioso, questo mi ha colpito. Un’esperienza magica che ci fa portare il pubblico in un mondo magico, questo ci rende molto felici» conclude Erika.

Alice Martini

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