Pillole di mamma | 08 marzo 2024, 10:21

L’8 marzo

L’8 marzo

Cara piccola bambina mia che stai crescendo, 

oggi è l’8 marzo e questo non significa solo che qualche tuo dolce compagno a scuola ti regalerà una mimosa, ma che è la Giornata Internazionale della Donna. Una celebrazione importante che offre l'opportunità di riflettere sulla nostra società, di sollevare questioni relative all'uguaglianza di genere e di riconoscere il nostro ruolo cruciale. Abbiamo però bisogno di essere ascoltate ogni giorno: è essenziale promuovere una cultura del rispetto costante e continua nel tempo, al di là di una Festa all’anno.

È così dura scrivere con il cuore in mano questa lettera perché voglio dirti che essere donna è un dono, ma non posso nasconderti che diventarlo ed esserlo sarà spesso difficile e complicato. E, per chi ci ha preceduto, credimi, lo è stato ancora di più. I diritti che abbiamo oggi sono frutto delle battaglie di donne che non si sono mai arrese e fermate per ottenerli e vorrei insegnarti a darti da fare affinché a tutte siano garantiti e che nessuno osi mai metterli in discussione. 

Sentirai che “quando vogliamo essere cattive siamo peggio degli uomini”, sentirai “che non siamo solidali fra di noi, che siamo invidiose, che siamo acide perché abbiamo il ciclo (e lo siamo davvero visto quanto il costo degli assorbenti sia sempre incomprensibilmente in aumento), “che abbiamo voluto la parità e adesso dobbiamo arrangiarci”, “che non sappiamo parcheggiare”, “che donna è danno”: passa oltre e vai avanti per la tua strada. 

Essere la più brava della classe, aver studiato, letto qualsiasi cosa, vinto concorsi con risultati straordinari non ti farà guadagnare di più rispetto al tuo collega uomo, anche se lavorerai il triplo di lui per dimostrare quanto sei in gamba e quanto meriti la stessa promozione. In una società come quella italiana di oggi, sarai giudicata anche in relazione alla maternità, sia per avere troppi figli sia per non averne abbastanza o non averne affatto: si sa, tre è il numero perfetto (sigh!). Non sorprenderti se ti sembrerà tutto un paradosso; devi lavorare ma devi stare a casa, devi essere indipendente a livello economico ma non esagerare, devi fare la madre senza fare la madre. Sarai o troppo giovane o troppo vecchia, troppo grassa, troppo magra, troppo intelligente, troppo stupida, troppo donna, troppo mestruata, troppo incinta, troppo in menopausa, troppo in colpa…insomma un vero casino. 

Mi rendo conto con dispiacere che spesso viviamo in un labirinto di aspettative sociali contraddittorie e oppressive, in costante lotta contro stereotipi e discriminazioni quindi ti prego, resisti o ribellati. Fai ciò che credi e che la coscienza ti suggerisce. Abbi fiducia, sii consapevole e sicura delle tue capacità qualunque esse siano. Sii libera, di pensiero, di azione. Insegui i tuoi desideri e la tua felicità.  

Dedicato alle mie figlie

 

Sara Avesani