Storie di persone | 16 marzo 2024, 11:30

L’amichevole meteorologo di quartiere

L’amichevole meteorologo di quartiere

Un sorriso contagioso, una cultura sconfinata delle tradizioni locali e un tone of voice che strappa inevitabilmente una risata a chiunque. Il titolo è una citazione al chimico e divulgatore Dario Bressanini, ma si applica in toto anche a Nicola Bortoletto, conosciuto ai più come Meteo Caprino Veronese. Con la sua pagina Facebook aperta nel lontano 2011, infatti, il suo è un linguaggio che si presta facilmente ai social: secondo lui è proprio questo il segreto del successo. E quale migliore occasione, se non la vicina Giornata Mondiale della Meteorologia del 23 marzo, per intervistarlo?

Ci eravamo sentiti anche nel 2018, su Pantheon 96, e all’epoca avevi fatto la tua “previsione perfetta”: neve alta e bambini fuori a “sbaloccarsi”. È ancora questa o nel frattempo hai cambiato idea?

In realtà la mia “previsione perfetta”, oggi, è un clima che rispecchia la stagione in cui ci troviamo. Niente di più e niente di meno. È una situazione rara allo stato attuale.

Sei un amante della montagna. Qual è lo stato di salute dei nostri monti?

Non dei migliori. L’ultima nevicata di quest’anno, per quanto bella da vedere, è stata rilevante solo sopra ai 1.800 metri, al di sotto era molto brulla. I veri danni li vedremo quest’estate, con il caldo che farà.

Parlando di estate, i nomi delle ondate di calore hanno spesso nomi allarmanti: Lucifero, Caronte… è allarmismo da clickbait o c’è un fondo di verità?

Questi nomi sono puro clickbait. Il caldo anomalo è un fenomeno serio e da non sottovalutare: dare ogni anno un nome più spaventoso dell’anno precedente genera soltanto nell’utente una bassa percezione di pericolo.

C’è da preoccuparsi per il nostro futuro?

Il cambiamento climatico è reale e riguarda tutti noi. Purtroppo, chi di dovere sembra non porvi abbastanza attenzione, ma in ogni caso ognuno di noi ha il dovere di fare la sua piccola parte.

Cosa ne pensi delle proteste per il clima dell’ultimo periodo?

È importante manifestare la propria preoccupazione, ma lo schema di alcune proteste credo tenda a essere un po’ controproducente, in quanto dirotta l’opinione pubblica verso il modus operandi e non sul motivo della protesta.

La tua pagina Facebook spesso viene autoalimentata dagli utenti stessi. Sei come una casa per loro: è stata una cosa graduale?

Sì, e credo sia merito anche del mio linguaggio semplice. Ultimamente sono stato meno presente, a causa di alcuni messaggi poco piacevoli che ho ricevuto. La pagina però rimane in piedi soprattutto grazie a quel 99,9% di utenza che invece mi supporta, contribuisce in maniera costruttiva e si rapporta in maniera rispettosa ed educata.

Quanto tempo ti occupa la pagina?

Una volta la vivevo come un lavoro, pubblicavo anche quando ero in vacanza con la mia famiglia. Oggi ho imparato a prenderla come un vero hobby: se un giorno non ho tempo o voglia di postare nulla, non lo faccio.

Online dispensi spesso proverbi e detti popolari. Qual è il tuo preferito?

Un grande classico: “se el Baldo el gà el capel, o che fa bruto o che fa bel”, che è un po’ la chiave di lettura della meteorologia. Se non è uno, è l’altro! (Ride, NdR)

Valentina Ceriani