Storie di persone - 11 maggio 2024, 15:24

Marta Filippo, la giovane promessa del calcio femminile

Marta Filippo, la giovane promessa del calcio femminile

Il calcio è più di una semplice attività sportiva per molti. Per alcuni, come per Marta Filippo, giovane calciatrice di 19 anni originaria della Sardegna, è una vera e propria passione che permea ogni aspetto della vita. Marta proviene da Palmas Arborea, un piccolo paese in provincia di Oristano, ma vive a Verona da più di due anni. Diplomata al liceo scientifico sportivo, Marta ora studia scienze motorie, una scelta che riflette il suo impegno nel mondo dello sport. La sua esperienza calcistica è iniziata a soli sei anni, giocando con i maschi in due diverse società di Oristano, la G.S Frassinetti e l’U.S Othoca Cappuccini. Dopo sei anni, ha fatto il passaggio al calcio femminile, giocando un anno in Serie C con il Caprera e due anni sempre nella stessa Serie con l’Atletico Oristano. Il trasferimento a Verona è stato un passo significativo nella sua carriera calcistica, consentendole di giocare a un livello più competitivo e assumere il ruolo di capitana nella squadra giovanile del Chievo Verona Women, responsabilità che accoglie con orgoglio e determinazione.

Quando è nata la tua passione per il calcio e come l'ha accolta la tua famiglia?
Fin da bambina ho desiderato giocare a calcio, ma all'inizio ero impegnata nel nuoto. Solo a sette anni ho potuto realizzare questo sogno, anche se presto è arrivata la scelta tra i due sport e ho deciso senza esitazione di dedicarmi al calcio. Inizialmente, mia madre era preoccupata per le difficoltà che avrei potuto incontrare come unica ragazza nella squadra, ma una volta capito quanto fosse forte la mia passione, ha cambiato idea. Ora entrambi i miei genitori mi sostengono nel mio percorso calcistico e sono i miei più grandi sostenitori.

Come descriveresti il tuo rapporto con la squadra del Chievo?
La squadra è molto unita, sia sul campo che fuori. All'interno dello spogliatoio si respira un'atmosfera di serenità e sana competizione, che stimola sia il miglioramento individuale che quello collettivo. Trascorriamo molto tempo insieme, non solo durante gli allenamenti e le partite, ma anche organizzando attività per rafforzare il nostro legame. Quando sono entrata a far parte del gruppo, le mie compagne e lo staff mi hanno accolto calorosamente, cercando di rendere più lieve la lontananza da casa.

Qual è stata la partita più memorabile?
Ogni partita per me è un'emozione, ma se devo sceglierne una che mi ha particolarmente colpito, è quella in cui ho segnato il mio primo gol da capitano, nella vittoria contro la Freedom. Segnare quel gol è stato un momento di grande gioia e soddisfazione personale, ma anche di condivisione del successo con le mie compagne di squadra.

Che sogni hai per il futuro?
Ho progetti e aspirazioni per il futuro, ma il mio essere superstiziosa mi fa restare cauta nei dettagli. (ride, ndr) Sicuramente nei prossimi anni voglio continuare a giocare e mi auguro di poter competere anche ad un livello più alto. Penso che mi piacerebbe provare un’esperienza anche al di fuori dell’Italia, come ad esempio in Spagna. Inoltre, spero di terminare gli studi. 

Qual è la percezione dello sport femminile in Italia, in particolare nel calcio, dal tuo punto di vista?
Lo sport femminile in Italia, incluso il calcio, ha compiuto notevoli progressi recentemente, ma ci sono ancora sfide da affrontare riguardo alla visibilità e al sostegno finanziario. Il mondiale del 2019 ha indubbiamente avuto un impatto significativo, suscitando un maggiore interesse per il calcio femminile. Speriamo che questo slancio positivo continui e che sempre più persone riconoscano l'importanza e il valore dello sport femminile in generale.

Credi che lo sport possa svolgere un ruolo importante nell'abbattere le barriere di genere?
Lo sport è un mezzo per dimostrare che il talento e la determinazione non conoscono limiti di genere, contribuendo così a cambiare mentalità e sfidare gli stereotipi culturali. Le atlete di successo possono fungere da modelli positivi per le giovani ragazze, ispirandole a perseguire i propri sogni e obiettivi.

Una volta terminata la tua carriera da giocatrice, prevedi di rimanere nel mondo del calcio come allenatrice, o pensi di cambiare ambito professionale?
Penso di voler lavorare nel mondo dello sport, preferibilmente nel calcio, ma non escludo altre discipline. Al momento, non mi vedo come allenatrice, ma sarei interessata a ricoprire il ruolo di preparatrice atletica all'interno di uno staff tecnico.

Rosa Di Cagno

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