Storie di persone - 13 maggio 2024, 10:43

Verona tra arte e cinema

Verona tra arte e cinema

Le sue profonde passioni per il disegno e il cinema si intrecciano in modo sinergico, dando vita a opere uniche e suggestive che caratterizzano il suo lavoro. Veronese, classe 1981, Andrea Gnesato ha sviluppato fin da giovane una profonda passione per l'arte, nonostante abbia intrapreso gli studi nell'ambito dell'ingegneria. Attraverso le sue opere, Andrea trasporta gli spettatori in un mondo in cui la sua città natale e le zone circostanti diventano il palcoscenico per scene iconiche tratte da film cult. La sua abilità nel fondere elementi di fantasia con la realtà locale crea una narrazione visiva affascinante e coinvolgente. Ispirato dal surrealismo e dal mondo onirico, Andrea trova ispirazione in artisti quali Dalì, Magritte e De Chirico, ma la sua ricerca artistica si nutre soprattutto del dialogo con l'immaginazione e della continua esplorazione di nuove prospettive.

Quando hai iniziato a disegnare?
Fin da bambino ho sempre amato disegnare, anche se i collaboratori scolastici non apprezzavano i miei graffiti sui banchi. (ride, ndr) Negli ultimi anni ho sentito il desiderio di dedicarmi al disegno e, vedendo che il mio lavoro piaceva anche agli altri, ho deciso di trasformare quella che all’inizio era solo una passione in professione. Questo mi ha spinto ad integrarlo con il mio lavoro principale di ingegnere nel campo della programmazione web, mantenendo entrambi come lavori part-time.

La tua arte unisce le tue due più grandi passioni. Quando hai deciso di dare questo stile alle tue opere?
Il mio interesse per il cinema è iniziato durante gli anni universitari e col tempo è diventato una parte significativa della mia vita professionale. Il mio desiderio di combinare queste scene famose con luoghi familiari mi ha spinto a creare un progetto incentrato sugli ambienti della mia quotidianità. Inizialmente mi ero limitato alla zona di Quinzano, poi il progetto ha riscosso un notevole successo, tanto che ho espanso il suo raggio d'azione includendo Verona e zone limitrofe. Guardando al futuro, prevedo un'espansione del progetto in altre città, mantenendo la stessa linea tematica.

Qual è stata la tua prima rappresentazione?
Una mattina mentre facevo colazione nel solito bar vicino al mio studio, risuonava la musica del twist. Mi sono immaginato la famosa scena di “Pulp Fiction” con Uma Thurman e John Travolta tra i banconi del bar e ho deciso subito che l’avrei rappresentata. In pochi giorni ho inaugurato la serie e nel giro di un mese ho creato tutti i primi set dedicati al quartiere.

 

Hai altri interessi artistici oltre all’arte e al cinema?
Mi appassiona la fotografia, soprattutto di architettura. Mi piace esplorare dettagli geometrici all'interno di strutture e scoprire quei dettagli che a prima vista potrebbero non essere espliciti, ma che emergono quando li si osserva attentamente.

Ora che viviamo nell’era dell'intelligenza artificiale, che ruolo credi che possa svolgere all’interno di un processo creativo?
L'intelligenza artificiale, per me, non dovrebbe rappresentare il punto finale di un processo creativo, ma piuttosto il punto di partenza per generare qualcosa di nuovo. È come avviare un dialogo tra due persone, dove ciascuno contribuisce con idee che alimentano il processo creativo. È un punto di partenza, una scintilla che fornisce un suggerimento iniziale, dal quale si procede ad esplorare e creare qualcosa di totalmente innovativo.

A quali nuovi progetti stai lavorando?
Parlando di argomenti diversi dalla mia serie principale, ho creato delle illustrazioni sulla salute mentale. Sono stato contattato dall'associazione Unimed, un'organizzazione no profit fondata da giovani medici che hanno sentito la necessità di diffondere la consapevolezza sulla salute mentale e altri temi importanti quali le malattie sessualmente trasmissibili. Per queste opere ho adottato uno stile ispirato alla grafica dei manifesti cinematografici degli anni '50 e '60, con un tocco minimalista e impatto visivo. È uno stile grezzo e semplice, simile a un collage o ritagli di figure, ma con colori accesi e un impatto visivo forte.

Rosa di Cagno

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