Storie del territorio - 15 maggio 2024, 14:39

Ogni condominio è Paese

Ogni condominio è Paese

In via Marconi, al civico 25A, si erge il grande condominio Sant’Andrea. Al suo interno, nei diversi appartamenti, le vite dei condomini seguono il loro corso. C’è una famiglia felice, un vicino pettegolo, sicuramente una guardona, qualcuno che proviene da un paese straniero e probabilmente quelli del primo piano si lamentano della confusione che proviene dai piani superiori. Al piano terra del condominio, dallo scorso 21 marzo, ha aperto le porte un nuovo ristorante a misura di persona, dove riscoprire il piacere della convivialità. Un luogo, insomma, in cui sentirsi a casa o, quanto meno, “Al Condominio”.

Si chiama proprio così il progetto ideato da Angelo Lella, insieme a Federico D’Erchia, Michele Zanichelli e Lorenzo Fraccaroli, con un obiettivo preciso: offrire qualcosa di inedito al panorama della ristorazione veronese. «In città ci sono molti ristoranti buoni e di alta qualità, ben avviati e con una lunga storia alle spalle - commenta Lella -. Cercavamo un modo per distinguerci e la risposta l’abbiamo trovata nel concept tech free: provare a eliminare la tecnologia per spingere le persone a godersi appieno l’esperienza di un pranzo o una cena, la compagnia e l’atmosfera del ristorante. L’incentivo a farlo è una bottiglia di vino omaggio da condividere con i propri commensali a patto di riporre il proprio smartphone in una cassetta per tutta la serata. Attorno a questa idea abbiamo poi costruito tutto il progetto de “Al Condominio”».

La pluralità condominiale rivive in diversi dettagli: stili e concept degli ambienti, il menù, la cucina. «Dentro un condominio ci sono tante storie da raccontare - prosegue Lella -, un micromondo dal quale abbiamo voluto prendere ispirazione per ogni aspetto del ristorante. Il menù, ad esempio, richiama le tante figure che si ritrovano in ogni palazzina, come “Quelli del Primo Piano”, “Le Comari”, “L’Invidioso” o ancora “La Guardona” o “I Morosetti”. Anche la cucina ce la siamo immaginata in quest’ottica: alle cene condominiali ognuno può diventare cuoco e così a preparare i nostri piatti ci sono “Il Manutentore”, “L’Amministratore” e “Il Giardiniere”, come indicano le loro magliette. Ognuno si può ritrovare in questa dimensione che raccontiamo, il ristorante stesso diventa un ottimo argomento di conversazione e ti fa dimenticare di essere senza cellulare».

Sempre in ottica tech-free le recensioni al Condominio sono affidate a carta e penna e possono essere imbucate nelle cassette della posta. Fuori dal Condominio, però, la tecnologia continua a esistere e così, a pochi giorni dall'apertura, del progetto veronese ne hanno parlato tutte le più grandi testate e media nazionali e internazionali, come The Guardian, Good Morning America, Bild e Le Parisien. Verona, conferma Lella, è un punto di partenza per un format che guarda già lontano: «Vogliamo esportare un’idea che abbini piatti di qualità a un luogo curato in tutti i dettagli. Ci auguriamo di farlo in tanti luoghi diversi, da Roma a New York, declinando di volta in volta l’impronta condominiale alla città in cui apriremo il ristorante, richiamando le specifiche territorialità».

Camilla Faccini

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