Community | 17 maggio 2024, 12:22

17 maggio: orgoglio e solidarietà

17 maggio: orgoglio e solidarietà

Dal 1990 il 17 maggio, Giornata internazionale contro l'omofobia, è diventato non solo un momento di riflessione, ma anche una data simbolo nella lotta per combattere i pregiudizi legati alle questioni di genere e di orientamento sessuale.

In molti Paesi, inclusa l'Italia, sono stati compiuti notevoli progressi grazie all'impegno delle associazioni e dei movimenti, ma ancora si affrontano sfide contro l'omolesbobitransfobia nella società, nella cultura e nella politica.

Tra le associazioni attive a Verona in questo senso, c’è il Circolo Pink: uno spazio culturale di dialogo e accoglienza che l’anno prossimo celebrerà il suo 40° anniversario e che dal 1996 è guidato dal presidente Giovanni Zardini: «Con la nuova amministrazione comunale ci sono state delle novità importanti per la nostra comunità, come ad esempio l’abrogazione delle mozioni del 1995 e l’entrata del Comune di Verona nella Rete nazionale RE.A.DY - spiega Zardini -. Anche quest’anno stiamo organizzando degli eventi in vista del 17 maggio assieme al Comune, tornando ad avere un dialogo con le scuole».

Il progetto di maggior rilievo dal 2017 ad oggi è il “Pink Refugees”, che raccoglie l’urgenza di fornire un rifugio sicuro e accogliente per le persone migranti LGBT che fuggono dai Paesi natali a causa di discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

«Noi seguiamo l'intero processo di richiesta d'asilo – continua Zardini - molte persone quando ottengono lo status di rifugiato escono dall'accoglienza restando senza casa e lavoro».

«Il progetto Casa a cui stiamo lavorando è fondamentale per venire incontro alle necessità - gli fa eco Paola Cherubini, figura di riferimento fondamentale all'interno dell’associazione -. Due anni fa abbiamo iniziato a presentare progetti alla Chiesa Valdese per ottenere finanziamenti. Ci siamo concentrati non solo sull'offrire un tetto agli immigrati, ma anche sull'integrazione delle comunità migranti LGBT+ - aggiunge - e nonostante offrissimo un anno di affitto garantito, non siamo riusciti a trovare case nel mercato privato, così abbiamo chiesto aiuto all'amministrazione, che ci ha dato una mano».

Rosa di Cagno