Cultura e spettacoli | 28 maggio 2024, 17:12

La passione per le opere d’ingegno

La passione per le opere d’ingegno

Visitare il Museo Nicolis di Villafranca non vuol dire solo entrare in contatto con automobili che hanno fatto la storia delle quattro ruote, ma anche scoprire un mondo creato dalla passione e dal rispetto per le opere dell’ingegno che il fondatore, Luciano Nicolis, ha saputo recuperare per poi restaurarle e riportarle al loro originario splendore.

In uno spazio espositivo di 6mila metri quadrati dislocato su tre livelli, il Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica e della Meccanica conserva oltre 200 auto d’epoca di prestigiosi marchi come Ferrari, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Bugatti, Rolls Royce e tanti altri, oltre a 110 biciclette, 100 motociclette, 500 macchine fotografiche, cinematografiche e cineprese, 100 strumenti musicali e jukebox, 100 macchine da scrivere, aeromobili, cimeli della Prima e Seconda Guerra Mondiale, modellini di auto, treni e aerei, e oltre 100 volanti. Il tutto in uno spazio moderno, accessibile e inclusivo in cui non mancano spiegazioni in lingua da parte del personale addetto, punti informativi lungo il percorso con QR-code per approfondimenti su quanto esposto, fotografie storiche e abiti d’epoca messi in dialogo con le automobili.

Il percorso vero e proprio inizia al primo piano, poiché il piano terra è stato pensato dalla direttrice, Silvia Nicolis, come uno spazio per esporre le auto più iconiche delle collezioni (ben dieci) ma anche per ospitare mostre, eventi, iniziative didattiche e tanto altro. Salendo le scale si entra in una prima sezione storica dedicata al veronese Enrico Bernardi di cui è esposta la Motrice Pia, il primo motore a scoppio brevettato a Quinzano nel 1882, insieme a riproduzioni di foto e documenti. Il percorso segue poi un ordine cronologico fino ad arrivare agli anni Settanta del secolo scorso. È un vero e proprio viaggio nel tempo dove si scopre l’evoluzione del design e dell’ingegneria. Il Museo è sicuramente un unicum nel suo genere in quanto in grado di stupire per l’unicità di alcune sue opere e per la ricchezza delle collezioni che non lasciano indifferenti.

Erika Prandi