Lessinia | 13 giugno 2024, 17:12

Le nuove malghe: tra tecnologia e tradizione

Le nuove malghe: tra tecnologia e tradizione

C’è stato un tempo in cui la malga era solo un luogo dove il malgaro si ritirava a vivere e lavorare da maggio a settembre, pascolando le mucche negli alti pascoli, mungendole la sera, producendo latte, formaggio e burro nel poco tempo libero. E c’è stato un tempo in cui il rifugio di montagna serviva proprio per trovare riparo e dormire la notte, quando vi era la necessità improvvisa o saltuaria di farlo.

È sicuramente ancora così, in qualche posto, ma nella maggior parte dei casi, questi luoghi isolati di montagna, sono diventati dei veri e propri alberghi e ristoranti, che hanno sostituito la ‘produzione’ principale in attualissimi modelli di marketing.

Questo fenomeno è sicuramente riscontrabile anche in Lessinia dove, negli ultimi decenni, decine di malghe e rifugi sono stati trasformati in luoghi di accoglienza per turisti, escursionisti e viaggiatori, non necessariamente alpinisti o appassionati di trekking.

Grazie a ragguardevoli opere di restauro, rispettando le tradizionali costruzioni con pietre della Lessinia, sono state recuperate delle vecchie malghe che sono state trasformate in accoglienti ristoranti: offrono prodotti e piatti del territorio, preparati con ingredienti freschi, che spesso arrivano direttamente dai loro campi e allevamenti. Sono pronte ad ospitare gruppi numerosi di ospiti, organizzano fattorie didattiche per i più piccoli e gite alla scoperta del territorio, aperitivi e feste di compleanno.

E ci sono poi i rifugi moderni, quelli di nuova generazione, che oltre all’offerta di cibi deliziosi, offrono anche la sistemazione in camere doppie con letti matrimoniali, lenzuola e bagno privato, abbandonando definitivamente le camerate.

Aree parcheggio sorvegliate, lettini e sdrai all’aperto, terrazzi solarium, giochi per i bambini, piccoli negozi con prodotti alimentari e gadget, l’angolo del gelato, l’angolo della pizza, banconi tipo saloon americani…e così via. Non stupirebbe vedere qualche indicazione di “wifi gratuito”, ma per fortuna, in montagna, internet non è ancora così diffuso.

Franca Conti