Storie del territorio | 13 giugno 2024, 17:03

Noi siamo il Lago di Garda

Noi siamo il Lago di Garda

Federalberghi Garda Veneto, l’unione degli albergatori per l’ambito turistico territoriale del Garda veronese e del suo entroterra, è da sempre molto impegnata nell’ambito della sostenibilità ambientale, volgendo grande attenzione alla protezione del territorio. «Noi albergatori siamo anche cittadini del lago - sottolinea il presidente dell’ente Ivan De Beni - e lo amiamo profondamente. Oltre a questo, il lago è frequentato per circa il 70% da un turismo proveniente dal nord Europa, molto attento alle dinamiche di protezione del territorio e salvaguardia dell'ecosistema».

Che la sostenibilità sia pilastro in Federalberghi Garda Veneto lo dimostrano i fatti: negli ultimi anni l’associazione ha dato vita al movimento “Together Lake Garda” per promuovere piccole ma fondamentali azioni a tutela dell’ambiente e a protezione del lago e della sua acqua. «La prima azione - prosegue De Beni -  è stata cercare di convincere i nostri albergatori associati, ma anche i turisti stessi, ad abbandonare la plastica in quello che era l'uso comune, come le bottiglie d’acqua vendute a bordo piscina o nel frigobar degli hotel. Successivamente abbiamo diffuso un decalogo di buoni comportamenti per favorire il risparmio energetico e ci siamo impegnati per educare circa il giusto uso dell’acqua».

Lo scorso novembre, in occasione della 48esima Assemblea generale dei soci, Federalberghi Garda Veneto ha infine presentato il progetto #iosonolagodigarda”, una petizione volta a proteggere l’ecosistema del lago di Garda sulla falsariga di quella pensata in Nuova Zelanda per il fiume Whanganui. «Si tratta di un fiume molto frequentato a livello turistico - spiega De Beni - ma al contempo di grande importanza per la storia e la cultura locale. Negli anni era stato trascurato e iniziavano a insorgere problemi legati alla presenza massiccia di turismo e alle attività industriali. Per questo gli abitanti hanno lanciato una petizione per far diventare il fiume un essere vivente, con le stesse tutele e leggi di una persona fisica, riuscendo nell’impresa. L'azione è prettamente simbolica, ma di grande importanza, perché rende perseguibili tutti i comportamenti che possono creare danno al fiume. Abbiamo deciso di fare lo stesso per il lago di Garda, che ricopre un ruolo fondamentale per il territorio fin dai tempi della preistoria: l'obiettivo ambizioso è quello di raccogliere le firme e portare questa petizione al Parlamento Europeo, sensibilizzando tutta l’Europa sul destino del nostro Benaco».

Per una località che è sul podio a livello nazionale in termini di presenze turistiche, con oltre 25 milioni di presenze ogni anno, il futuro, in termini di sostenibilità, ruota attorno a una domanda: è necessario continuare ad aumentare il numero delle presenze turistiche o serve piuttosto cercare, in maniera equilibrata, di gestire quelle che l'ecosistema lago può sostenere? «Siamo a un punto di svolta - conclude de Beni - e ci aspettano riflessioni importanti. Punto di partenza sarà non costruire più nuovi alberghi, contenendo i posti letto già presenti. In Trentino Alto Adige hanno già avviato azioni simili, ci muoviamo anche noi in questa direzione».

 

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