Editoriali | 06 marzo 2023, 11:41

L'editoriale di Pantheon 141

L'editoriale di Pantheon 141

C’è una parola che negli ultimi anni è diventata di moda, o per dirlo con un linguaggio social, un “trending topic”. Mi riferisco a resilienza, con il suo aggettivo resiliente. Un utilizzo abbondante, frequente, quasi inflazionato nel nostro linguaggio, specie dopo l’emergenza Covid, che sta a significare la capacità di un materiale (e quindi di una persona) di assorbire un urto senza rompersi. Siamo stati resilienti alla pandemia, alle solitudini e alle difficoltà che essa ha comportato. Siamo stati resilienti alla crisi economica che tuttora ci guarda da vicino. Siamo stati resilienti di fronte agli scenari più cupi, anche a quello di una guerra internazionale a poche migliaia di chilometri da noi.

A questo sostantivo, però, preferisco un altro concetto, a mio avviso ancora più importante e decisivo, ovvero la grande capacità che abbiamo tutti noi ad adattarci con un approccio risolutivo alle situazioni negative. Il 2023, secondo le premesse, sarebbe dovuto iniziare in modo molto complicato, per vari motivi: dalla questione ambientale a quella energetica, da quella sociale a quella sanitaria. Non che vada tutto bene, sia chiaro, ma senz’altro è prevalsa fino a questo momento la voglia da parte delle persone, dei veronesi, di reagire e di cercare una tanto desiderata normalità.

Pensiamo agli imprenditori, frenati dai costi della burocrazia, delle materie prime, dell’energia, eppure sempre in prima linea per aprire dei varchi sul futuro. Pensiamo ai sindaci dei comuni, uomini e donne sole al comando durante l’emergenza pandemica, ora impegnati con grande senso di responsabilità nei confronti dei loro cittadini nel cercare assieme soluzioni. Pensiamo ai giovani, spesso bistrattati e in grado, invece, di uscire a testa alta da un periodo storico che li ha visti molto penalizzati. Pensiamo ai tanti volontari che non fanno mancare il loro apporto al Terzo Settore.

Parte proprio da questo spirito di adattamento il rilancio dei nostri territori. La città è viva, i paesi sono vivi, il recente Carnevale ha restituito una bella dimensione di comunità, non solo a Verona. Sono tornati i grandi eventi, gli appuntamenti internazionali (grande attesa per Vinitaly in fiera) e i numeri relativi al turismo superano addirittura quelli del 2019.

Iniziamo da queste certezze per affrontare le incertezze, e come sempre ce la faremo.

Matteo Scolari

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